di Rosa Cavadi
Cara Lara,
Non posso non essere d’accordo con te sul fatto che la società italiana sia rimasta ancora feudale nella mentalità e nel costume, malgrado l’unificazione politica (quella che faceva dire a D’Azeglio che era stata fatta l’Italia , ma non gli italiani) e la retorica nazionalistica del regime fascista.
Non sono mancati gli sforzi della cultura.
Penso, specilmente al cinema, al Neorealismo, alla commedia all’ italiana, ai film di denunzia di Petri, Rosi, Montaldo e tanti altri…penso all’azione magistrale dei padri della costituzione italiana, una delle migliori del mondo in fatto dii difesa dei diritti dei cittadini….penso allo difficoltà di diffondere una lingua comune…alla scuola di massa….
Ma come giustamente adombri nel tuo discorso, il tessuto sociale italiano è rimasto impermeabile a queste sollecitazioni culturali, mantenendo intatto il sistema dei rapporti di fedeltà personale, di scambi di favore, di corporativismo etc. etc…tutti aspetti che limitano la sovranità del popolo e quella dello Stato , ma, ancor peggio, diventano terreni di coltura per tutte le società che per fini dolosi, surrettiziamente, allo Stato si sostituiscono, come la mafia , la camorra, la ‘ndragheta……
Che ce lo diciamo a fare? Vogliamo trovare a tutti i costi un motivo al difficile o mancato esercizio della democrazia?
Certo se a scuola si studiasse meno fascismo e più Risorgimento, forse si capirebbero meglio le ragioni della mancanza di senso civico, di rispetto dello Stato,di sfiducia nelle istituzioni degli italiani…….i motivi ci sono!
Ma forse la democrazia, oltre che studiarla, bisognerebbe, soprattutto, cercare di applicarla…di sperimentarla…..di scoprirla, magari “solo vivendo”. Forse?!
Io, nel mio piccolissimo, ho pensato di farlo scegliendo di appoggiare la lista della Rosy Bindi alle primarie per la costituzione del PD.
Cercherò di spiegare perchè l’ho fatto.
Quando Veltroni ha deciso di candidarsi alle primarie,certo lo ricorderete, è apparso subito come l’uomo della provvidenza, il salvatore della patria,l’antiberlusconiano per eccellenza che fora il video e fa impennare i sondaggi.
La sua fortissima candidatura ( che , fra l’altro avrebbe tolto le castagne dal fuoco ai DS impelagati nella “querelle”delle intercettazioni sul caso UNIPOL), seguita da un discorso intenso,rassicurante, ecumenico e solenne, da vero capo di Stato, più che da aspirante a segretario di un partito, spiazzò tutti i possibili avversari, almeno nel suo partito e, nei giorni successivi alla sua prolusione per l’investitura al PD, nessuno osò presentare la sua candidatura!
E’ quasi inutile aggiungere che la candidatura di Veltroni si era trasformata in candidatura unica che di fatto riduceva le primarie ad un rito inutile che sarebbe servito a formalizzare l’incoronazione di un leader già scelto, in barba alla dialettica democratica.
Quando Rosy Bindi, dimostrando coraggio e gran senso di responsabilità, decise di candidarsi, pensai che il pericolo dell’elezione plebiscitaria di Veltroni fosse scongiurato.
Ne fui contenta per le primarie del partito nascente,che, attraverso la candidatura della Bindi, potevano mantenere caratteristiche democratiche, e decisi che il tutto andava certificato da un voto a suo favore .
Questo il primo motivo che mi ha spinta ad una decisione che molti avranno giudicato apostasia, ma che per me è nata da profondo convincimento!
I motivi successivi, tuttavia, non sono meno importanti.
Intanto si trattava e sottolineo si trattava, di una candidatura femminile!
Votare per una donna è sicuramente uno dei punti più qualificanti del partito nuovo che assegna alle donne il 50% . Rispettare questo principio, votando una donna, mi sembrava e mi sembra una garanzia per un nuovo modo di fare politica.
Della Bindi, inoltre,mi rassicurava e mi rassicura, l’impegno sociale dimostrato , la serietà, l’onestà (è triste dovere sottolineare questo aspetto) , e la grande umanità….
C’è, però, un’ altra cosa importante che mi preme sottolineare per fare emergere i meriti di questa candidata.
ED è che, a mio avviso, la Bindi ha dimostrato il massimo di laicità che può raggiungere una cattolica.
Sul problema della laicità e del laicismo si è parlato e sparlato tanto…..se, però, con i cattolici dobbiamo dialogare è giunto il momento di chiederci se vogliamo farlo con i cattolici finti che uasano la religione come “instrumentum regni”, cambiando idea a seconda della convenienza politica, o con quelli che, faticando e soffrendo nel profondo della propria coscienza, riescono a trarre dall’ umanitarismo cristiano tutta la laicità possibile, o “finora possibile”, sperando che progredisca ancora.
Baci Rosa (articolo già pubblicato qui)
cara rosa
sono molto contento di ospitarti nel mio blog e sono anche d’accordo con te sulla scelta e sulle motivazioni. Abbiamo fatto un lungo percorso per arrivare al PD, il partito della democrazia. Grazie a Rosy un prerequisito della democrazia, il pluralismo, c’è. Piano, piano senza cedere alle suggestioni del Grillo parlante, forse si riformano i partiti italiani, strumento indispensabile della democrazia necessariamente rappresentativa
Cara Rosa, mi ha fatto un enorme piacere leggere quanto hai scritto perchè riscontro nelle tue parole una perfetta sintonia con il mio pensiero. Non solo hai colto appieno la dimensione storica e socioantropologica, dall’analisi della quale non si può prescindere se si vuole mirare ad un rinnovamento sostanziale e non di facciata, ma hai anche ben spiegato la nostra comune scelta di campo all’interno del costituente Partito Democratico. Quando parlo di un rinnovamento che, prima di coinvolgere il collettivo, riguardi l’individuo è proprio a questo che faccio riferimento. Di parole se ne dicono tante e gli italiani sono dei grandi affabulatori ma è nei comportamenti concreti, piccoli o grandi che siano, che ognuno di noi deve dar prova di legalità. La democrazia non si costruisce sulle etichette, sugli stereotipi o sulla retorica ma attraverso un effettivo sentire e agire democratico. Anche io come te ho quindi scelto di candidarmi per la lista che mi sembra garantire maggiormente questo spirito di legalità e di democrazia.
Grazie ancora,
Lara