
Sono nata nel lontano 1940. Ho militato per quasi venti anni nel PCI anche con incarichi di direzione di base, ma l’impegno più pregnante è stato quello nel movimento femminista romano.
Conclusa la mia esperienza con il PCI nel 1989, ho fatto parte del movimento della Rete di Leoluca Orlando perché ho creduto e credo ancora che la questione della legalità sia fra tutte la più importante e determinante.
La scelta di candidarmi nella lista per Rosy Bindi non è stata soltanto una scelta di genere poiché, come lei, credo nella capacità delle donne di determinare la crescita e l’ammodernamento del Paese ma anche perché non approvo la regola per la formazione dell’Assemblea Costituente che prevede liste bloccate e senza preferenze.
Spero quindi di poter rappresentare con successo le donne intenzionate a praticare una civile disobbedienza contro le indicazioni verticistiche delle Segreterie dei partiti.
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