Archivio per la categoria '14 /10'

Verso le primarie del partito democratico. Con rosy bindi democratici davvero

Il 14 ottobre dalle ore 7,oo alle 22,oo tutti i cittadini italiani e dell’Unione europea residenti in Italia nonché degli extra-comunitari in possesso del permesso di soggiorno che abbiano compiuto sedici anni d’età potranno partecipare alle primarie della COSTITUENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO, pagando un euro e sottoscrivendo l’adesione al processo costituente del PD.
L’elezione comporterà la scelta dei delegati all’ Assemblea Nazionale ed alle Assemblee Regionali . Il numero dei delegati collegati ad un candidato Segretario comporterà automaticamente la scelta di quel segretario .
La lista CON ROSY BINDI DEMOCRATICI, DAVVERO si presenta in tutti i collegi del Lazio ed in particolare di Roma .
Nel XVI Collegio che comprende Ostia , Infernetto, Casalpalocco e nel XVII Collegio di Fiumicino,Dragona , Acilia,  Axa si presenta con volti veramente nuovi della politica “ i giovani “ della politica , persone che fino a pochi anni fa non avevano alcun particolare rapporto con i quadri politici e che in gran parte si sono formati nelle esperienze dei comitati pro-referendum di Mariotto Segni e nei quadri di base dei Democratici di Sinistra , ma  poi e soprattutto nel Movimento dell’Ulivo .
Nel DNA di questa proposta politica vi è la partecipazione dal basso , confermata da una testimonianza personale.
La Lista non si vuole contrapporre alle liste Veltroni , ma confrontarsi e trovare insieme nel rispetto delle idee reciproche la strada migliore per costruire un grande partito della sinistra italiana e poi europea. Rompere la frammentazione sociale e politica è l’obiettivo a cui riteniamo debba tendere il futuro partito , di conseguenza è fisiologica la necessità di integrare le esperienze comuni dei due partiti fondatori DS e Margherita , sublimando le differenze e cercando nella progettazione e prassi politica di programma la strada per mettere in comune le esperienze e le culture di provenienza. Ma la grande , vera sfida va lanciata alla sinistra ed alla base della sinistra , cercando di costruire nella società e nei cittadini uno stimolo alla partecipazione al nuovo soggetto , in sintesi un appello a tutti quei simpatizzanti dei Verdi , di Rifondazione e dei Movimenti di Sinistra a costruire un soggetto non solo di protesta , ma soprattutto di proposta unitario e partecipante non fondato su egoismi e individualismi vecchi e nuovi , ma su un comune progetto di grande riforma morale e civile del paese che sappia nel XXI secolo ridare alla nostra nazione italiana un ruolo attivo e positivo tra i paesi occidentali di grande prestigio , di grande coesione e di grande spirito di umanità.

Non togliete la speranza

di Claudi Croci

Al di là delle opinioni personali resta fermo un punto che la coerenza è un fattore politico di cui non si può rinunciare pena la perdita di credibilità . Lo sforzo immane che “ La repubblica “ , giornale vicino al PD e vicino alla candidatura Veltroni sta facendo è encomiabile , ma quanto contribuisce a dare credibilità al progetto è difficile valutarlo.
A Roma ad esempio , le tre liste che appoggiano Veltroni sono sulle pagine del giornale quotidianamente e l’apparenza trasmette l’inesistenza di liste concorrenti , mentre sia la Bindi , sia Letta , sia Adinolfi sono presenti nei collegi romani in massa . Traspare evidente e significativo il messaggio che in fondo sono le tre liste in concorrenza tra loro destinate a fornire la migliore interpretazione del nuovo soggetto politico . Questa sensazione diventa certezza , quando ad Ostia il locale segretario dell’Unione dei DS , parla di tre liste in concorrenza tra loro sul territorio .
Ma ancora più freudiano è lo schema che si va delineando in questa singolare campagna di primarie di partito in cui le liste di Veltroni trasmettono il messaggio , che , more solito , si sono confrontate e si confronteranno per la gestione del potere “ vero “ mentre le altre liste sono destinate ad essere comprimarie per consentire il dibattito “ vero “.
In altre parole si discute , ci si confronta , ma i nomi sono i soliti tanto che un esponente veltroniano afferma che questo è l’ultimo atto di una politica vecchia e non il primo di una politica nuova.
Personalmente credo che tutto questo sia  un suicidio non solo per le liste Veltroni , ma per tutto il PD. Scorrendo i nomi dei collegi romani e dei candidati collegati al sindaco di Roma  emerge la politica cencelliniana della ripartizione per quote e per gruppi , evito accuratamente la parola “ casta “, ma questo non è una sensazione personale , ma è diffusa e ascolto   molti compagni ed amici percepire la stessa sensazione .
E questo è un travaglio reale del PD , il confronto scompare non avviene alla luce del sole nelle primarie , ma è e avvenuto prima e continuerà dopo tra i gruppi eletti che si distingueranno dietro Veltroni. La risposta logica è andate a votare per l’unica vera alternativa costituita dalle liste BINDI-ULIVISTI , ma è una risposta parziale al problema. Nella lista Bindi è vero vi sono molti sconosciuti , molti dirigenti di partito , sicuramente , ma sono coloro che al PD hanno creduto davvero e per questo sono in posizione marginale , i “ veri “ giovani stanno qui , non tanto per l’età, ma per la militanza politica, sia nel tempo sia nel modo . Avere diciassette anni non significa affatto essere giovani può significare semplicemente di essere , sciocco strumento di una politica vecchia , ridisegnata con un volto giovane una specie di operazione di plastica-chirurgica applicata alla politica.  Ma la freschezza delle liste Bindi basterà a convincere i cittadini quando i media sono tutti puntati sulle altre liste , basterà essere nei territori , svolgere il tam-tam di casa in casa per convincere che in fondo nel PD ci sono anche i volontari della politica i servitori disinteressati della res pubblica . Molto dipenderà anche dal comportamento dei tre listoni e della volontà sincera di mettersi da parte dei “ senatori “ della politica, di cui se ne può dubitare .
L’appello va anche alla stampa ed ai media che abbandonino il solito schema della notizia urlata e passino alla riflessione sull’evento . L’Italia è anche il loro paese e se la speranza delle primarie e di questo nuovo soggetto va delusa anche per loro sarà una musica diversa o forse la triste solita musica .
Nelle prossime due settimane quindi “ non toglieteci la speranza “ di avere anche in Italia una politica rinnovata negli uomini e nelle idee , una politica fatta di servizio e non di gestione del potere , una politica che guarda al bene generale e non agli interessi di singoli e caste , una politica che ci fa sentire donne ed uomini di un grande paese e non nani e ballerine di un Titanic che mestamente sta affondando , dateci il sogno restituiteci almeno la speranza : con Rosy noi l’abbiamo.

Domenica 30 settembre

. Domenica 30 settembre 2007

San Giovanni Valdarno – ore 14
Il nostro cantiere democratico: incontro nazionale dei candidati della lista “con Rosy Bindi democratici, davvero”.

. Domenica 30 settembre 2007

Domenica 30 alle ore 10.30 a Palocco nella sezione del Partito che non c’è fino al 14 ottobre, abbiamo aggiornato la discussione iniziata la domenica precedente che aveva per odg: NUOVE FORME DI PARTECIPAZIONE E PARTITO DEMOCRATICO.
La precedente vivace riunione non ha permesso a tutti di intervenire e la vivacità non è stata pari all’approfondimento premessa di comune condivisione. Contributi venuti dalla sinistra giovanile e da cittadini presenti ed interessati all’argomento ci hanno spinto a dare un seguito alla riunione.
dove: Roma (Casal Palocco), via Aristo di Ascalona 10
(immagine citata da: Idenews)

Verso le primarie momenti di riflessione e proposta

L’evento del 14 ottobre deve essere letto da tutti i sinceri democratici come un momento di grandissima e solenne svolta storica. In Italia e forse nel mondo occidentale , per la prima volta un partito nasce attraverso la consultazione del corpo elettorale che elegge i delegati “costituenti del partito “ in altre parole sono gli elettori che scelgono coloro i quali scriveranno le tavole delle regole ed i principi costituenti del nuovo soggetto politico di cui il nome verrà deciso democraticamente. Nonostante il meccanismo di scelta sia piuttosto macchinoso , esso comunque rispetta la regola del voto diretto di secondo grado , tipico della democrazia americana e cioè il leader del partito sarà scelto non in base ai voti raccolti da lui personalmente , ma dal numero dei delegati che la sua lista presenta . In altre parole il progetto , i profili dei sostenitori del  futuro segretario saranno il termometro che indicherà la scelta e non solo la sua sola figura .
Un progetto quindi, una classe di dirigenti , daranno la cornice in cui dovrà muoversi il segretario del nuovo soggetto.
La nuova assemblea delineerà il cosiddetto “ bollino blu “ del nuovo partito , e saranno gli elettori a sceglierlo e non già né un singolo uomo , Beppe Grillo docet, né i padri fondatori , né un congresso scissionista , come molte volte è capitato nella sinistra , ma il consenso degli elettori.
Il messaggio partecipativo deve essere colto in pieno e la risposta della classe dirigente deve essere all’altezza del compito evitando le solite logore alchimie dei dosaggi nelle segrete stanze che delineano gli assetti futuri , ma un aperto confronto democratico alla luce del sole dei cittadini.
La lista CON ROSY BINDI DEMOCRATICI , DAVVERO presenta donne ed uomini (anteporre le donne al consueto uomini , nella nostra lista è d’obbligo ) che sinceramente con passione credono fortemente al rinnovamento che può determinare il nuovo soggetto.
Sgombriamo subito il terreno da facili messaggi messianici di catarsi generale della politica , il tentativo è solo quello di immettere un po’ più di partecipazione , un po’ più di sinistra , un po’ più di efficienza nel meccanismo della politica italiana , senza assolutamente presumere in sé stessi la capacità di rivolgere tutta la politica in una sorta di rivoluzione finale. I sostenitori di Rosy sono donne e uomini che loro per primi vogliono dare un grande esempio di autocoerenza nel fare e nel dire e nel proporre : sicuri della loro fermezza , consapevoli che in democrazia esistono e debbono esistere anche gli altri.
Ci confronteremo e non ci contrapporreremo alle liste di Veltroni che riteniamo l’unica vera alternativa con la quale dobbiamo realmente confrontarci. Senza timore di essere presuntuosi crediamo che la nostra concezione del PD sia la reale alternativa ad una concezione veristica e di apparto che le liste Veltroni ci presentano. Non che con questo in parte anche noi siamo un piccolo apparato , altrimenti 475 liste nei collegi d’Italia non sarebbero state possibili, ma è il modo di vedere l’apparato sostanzialmente un apparato di servizio e non di gestione , di servizio verso i cittadini. E le lsite lo denotano accanto a pochi nomi noti della cultura e della politica , Rosy Bindi , Arturo Parisi , Franca Chiaromonte  tenuta una serie di cittadini e iscritti di partito praticamente sconosciuti  , gente che si presenta all’appuntamento per produrre, “davvero”, come dice il motto della lista , un processo di apertura democratica.
Tre sono i punti che credo dovranno costituire il dibattito per delineare il nuovo soggetto:
1) il partito la sua organizzazione interna ed il suo rapporto istituzioni , cittadini;
2) il partito e la sua collocazione internazionale;
3) il partito e la società .
Assolutamente estraneo al dibattito mi sembra il discorso del governo se non nella sua collocazione d’istituto e quindi le prolusioni  sui punti del dibattito politico contingente sia del tutto estraneo al progetto del PD che deve essere un progetto di un partito che si protrarrà per un cinquantennio , speriamo , e non per cinque anni soltanto. Insistere su soluzioni poliche attuali dalla riforma RAI , alla finanziaria , alla riforma del welfare , sono temi che indeboliscono il governo in carica e , certo, non rafforzano il nascituro partito .

Collocare ad esempio a Roma l’unità base del partito a livello di Municipio , come forma di unità aggregativi autonoma dal punto di vista finanziario e politico è invece un tema da affrontare , considerando che l’esperienza dei circoli tematici della Margherita è stata un vero e proprio fallimento , che ha dato origine a dei circoli che costituivano le premesse per una scomposizione del partito a livello correntizio in cui su un tema si riconoscevano gli amci di… piuttosto che gli amici di….., e determinavano lo spappolamento del partito sul territorio . L’esigenza , invece, che la politica riconquisti costantemente un rapporto col territorio comporta che  un ‘entità organizzata sia costantemente presente su quel territorio . Ovviamente poi un territorio vasto come il XIII Muncipio di Roma , grande e popoloso come una provincia , necessiterà di sottoarticolazioni , come pure al suo interno vengono rappresentati temi diversi e che la composizione ideale sia giustamente considerata , ma smpre all’interno e dentro il partito , le componenti sono vita del partito , sono vita del dibattito partitico , ma esse devono avvenire alla luce del sole nel partito e col partito .
Per quanto attiene gli altri temi vasti e complessi sembra e giustamente che la riduzioni dei costi della politica porti alla riduzione necessaria non solo dei parlamentari e della composizione del governo nazionale , ma anche del numero delle regioni della sostituzione del ruolo delle province con la riduzione o la ridefinizione del ruolo degli oltre cinquemila comuni al di sotto dei 3.000 abitanti , alla riconsiderazione pertanto del numero dei consiglieri regionali, provinciali e comunali .ed alla naturale semplificazione coerente degli organi di partito .
Della collocazione internazionale è naturale che il partito ne discuta in termini innovativi posizionandosi su una visione di aggregazione continentale che favorisca la nascita d un vero soggetto unitario della sinistra dell’Unione europea , soggetto che veda non solo la costruzione di una casa unica di tutta la sinistra , ma anche la definitiva accettazione di una forma istituzionale federata.
Infine l’aspetto del sociale in cui la composizione del nuovo partito valuti la sua stessa natura di “ sinistra “ ed i motivi per i quali ci si aggrega a sinistra e cosa vuol dire classi sociali permeate ad un ideale di sinistra oggi . Se il vecchio connubio classe lavoratrice e borghesia progressista sia ancora possibile oggi in un paese in cui la classe lavoratrice si è diffusa praticamente su tutta la middle class e la borghesia imprenditoriale italiana con caratura progressista è praticamente scomparsa , mentre è sorta una nuova classe di manager specialmente di origine bancaria o di aziende pubbliche o di provenienza pubblica che cerca una cittadinanza politica .
Su queste dicotomie il nuovo soggetto deve confrontarsi , e cercare di ricomporre il pericoloso frazionismo della società italiana , piuttosto che impantanarsi in una inutile ed affannosa ricerca ai problemi contingenti dell’oggi.

Liste “con Rosy Bindi Democratici, Davvero”

Collegio 16 – Circoscrizione Lazio 1 / Ostia Lido – Castelfusano – Infernetto – Casalpalocco:
Claudio Croci, Pisa 21/9/1948
Milena Casadei, Bologna 6/8/1948
Carlo Testa, Roma 11/8/1957
Rosa Cavadi, Catania 17/8/1941

Collegio 17 – Circoscrizione Lazio 1 / Acilia – Dragona – Axa – Fiumicino – Trullo – Braccianese:
Isabella Bibolotti, Saluzzo (Cn) 10/6/1940
Ennio Aschettino, Sarno (Sa) 3/11/1948
Lara Olga Scarsella, Kitwe (Zambia) 31/8/1967
Pasqualino Demitri, Agrigento 19/5/1976
Alessia Di Cesare, Roma 9/5/1974
Alessandro Arena, 23/8/1953

 

Collegio 16 – Circoscrizione Lazio 1 / Ostia Lido – Castelfusano – Infernetto – Casalpalocco:
Claudio Croci, Pisa 21/9/1948
Milena Casadei, Bologna 6/8/1948
Carlo Testa, Roma 11/8/1957
Rosa Cavadi, Catania 17/8/1941
Mario Aversa, Napoli 11/7/1950
Maria Di Falco, Roma 17/2/1953
Marco Santoro, Roma 23/8/1982
Leonilde Improta, Sarno (Sa) 15/8/1957

Collegio 17 – Circoscrizione Lazio 1 / Acilia – Dragona – Axa – Fiumicino – Trullo – Braccianese:
Isabella Bibolotti, Saluzzo (Cn) 10/6/1940
Ennio Aschettino, Sarno (Sa) 3/11/1948
Alessia Di Cesare, Roma 9/5/1974
Pasqualino Demitri, Agrigento 19/5/1976

Lara Olga Scarsella, Kitwe (Zambia) 31/8/1967
Alessandro Arena, 23/8/1953
Francesca Finotto, Roma 15/8/1972
Mauro Quondamcarlo, Roma 18/10/1959

Le primarie non sono su tre liste: falsa notizia!

di Claudio Croci

La notizia apparsa su “ Il Giornale di Ostia “ di sabato 15 settembre a pagina 3 , attribuita ad un esponente locale dei DS  che recita testualmente “ Le nostre (dei DS-nota di chi scrive)  priorità quindi dovranno essere quelle di mobilitare il popolo di centrosinistra per garantire la più ampia partecipazione possibile dei cittadini il 14 ottobre e quella di candidare nelle tre liste in competizione quadri provenienti alcuni dai partiti altri dalla società civile …“ è decisamente errata. Attualmente le candidature per le primarie sono state formalizzate solo per quanto attiene la carica di Segretario Nazionale e Regionale. A livello nazionale sono presenti quali candidati : Walter Veltroni, Rosy Bindi , Enrico Letta, Piergiorgio Gawronski, Mario Adinolfi, Jacopo Gavazzoli Shettini; e per la candidatura a Segretario Regionale quelle di Nicola Zingaretti e di Amedeo Piva. Per ogni candidato alla segreteria , nazionale o regionale,si dovranno , entro il 22 settembre , presentare una o più liste collegate ,in ognuno dei 475 collegi in cui è stata divisa l’Italia , si potranno e non si dovranno,  non è detto infatti che in ogni collegio sarà presente una lista di ciascun candidato. Attualmente nei collegi che interessano il XIII Municipio e cioè il XVI : Ostia , Palocco, Infernetto e il XVII : Acilia, Dragona, Axa, Fiumicino si ipotizza, con ragionevole certezza, che saranno presentate tre liste collegate  a Walter Veltroni  , ma anche sarà sicuramente presente , come in ogni parte d’Italia , una lista collegata a Rosy Bindi nonché è probabile una lista collegata a Enrico Letta , degli altri candidati , invece , non è dato ancora sapere. L’elettore quindi troverà un’alternativa tra  le tre liste collegate a Walter Veltroni  e quella collegata a Rosy Bindi .  Ci si augura che le tre liste collegate a Veltroni siano espressione di un filone unico e non contrapposte altrimenti la candidatura di Veltroni ne sarebbe chiaramente indebolita essendo espressione di contrapposizioni dichiarate. Per Rosy Bindi, che ha invece  decisamente scelto  la lista unica, nessuna contrapposizione ed un chiaro messaggio di alternativa concettuale e progettuale a quella del sindaco di Roma , in democratico confronto.

Volano della democrazia

di Rosa Cavadi

 

Volano della democrazia, nella costruzione del PD, è sicuramente il fatto di assicurare alle donne pari opportunità di partecipazione alla vita politica del paese.
Anche se tale diritto è riconosciuto dalla costituzione italiana, nei fatti, però, non è stato attuato nel suo significato sostanziale, dal momento che la percentuale di donne che fanno politica è veramente insufficiente per rappresentare e risolvere la complessità e la varietà delle problematiche femminili.
Avere il coraggio di uscire dall’”impasse”con la decisione di stabilire quote di partecipazione uguali per genere, può essere considerato condizione, senza la quale, non ci si può incamminare, coerentemente, sulla strada della vera democrazia  .
Certo non basta stabilirlo per decreto, perchè le barriere che impediscono alle donne l’ingresso in politica sono innumerevoli.
Per abbatterle bisognerebbe cambiare la politica, farla uscire dal chiuso dei “palazzi”, liberarla dalle incrostazione delle inutili, spocchiose liturgie,e, poi, moralizzare la vita dei partiti e ristabilire un rapporto fattivo con la gente.
Le donne, infatti, odiano la ridondanza dei tempi della politica, aborrono la competizione elettorale finalizzata alla mera conquista del potere o, peggio, alla possibilità di concludere affari vantaggiosi…..e si allontanano, perchè , per fortuna, hanno sempre qualcosa di meglio da fare nel sociale, nella famiglia, nel lavoro, nello studio, ed in tutte le costruttive opere “imbelli” di volontariato.
Per permettere la partecipazione delle donne alla politica, bisognerebbe, inoltre, cambiare l’intera società, avviando una serie di riforme che permettano veramente alle donne di stare al passo con l’uomo, senza dover rinunziare ( come di fatto sta avvenendo nel mondo occidentale, dove nasce un solo figlio a coppia!) alla maternità, senza tralasciare “l’ alto ufficio” della cura degli altri, senza interrompere quell’ intima comunicazione con la natura da cui può scaturire l’armonia con l’ambiente e quella con tutti gli uomini che lo desiderino.
E’ necessario, quindi, un gran cambiamento!
Ma, fondando un partito nuovo come il PD, non è questo che vogliamo?
Non  vogliamo bonificare la politica, svecchiando gli obsoleti apparati dei partiti per coinvolgere tutta la società civile in un grande rinnovamento democratico ?
Non vogliamo rinnovare il nostro paese sottoponendo qualunque riforma, qualunque attività al vaglio della giustizia, dell’etiaca e della compatibilità ambientale?
Allora cominciare dalle donne non sarà solo utile, ma , anche indispensabile!
Vi immaginate un Parlamento ed un Governo i cui scranni siano riempiti al 50% da donne?
Solo la loro presenza fisica, il loro esserci dovrebbe rivoluzionare tutto!
Certo io non parlo di quelle donne che come cartelloni pubblicitari reclamizzano  varie categorie di problemi femminili contentandosi di briciole di democrazia, nè quelle che nella loro debolezza somigliano sempre di più ai vasi di creta, costretti a viaggiare insieme a vasi di ferro, di manzoniana memeoria, e neppure a quelle che per gareggiare con gli uomini hanno finito con l’assumere caratteri , modi e, quel che è peggio, desideri maschili!
No, io parlo delle compagne che hanno lottato fuori ed anche contro gli apparati politici, delle  cattoliche impegnate nel sociale e di tutte quelle donne della società civile il cui potenziale di serietà, onestà e sobrietà nell’ impegno, potrebbe trasformarsi in linfa propulsiva per un nuovo modo di fare politica.
Ciò non vuole togliere nulla all’ azione riformatrice della società maschile, coadiuvata da quelle poche donne che sono riuscite a fare politica.
Solo che per difendere gli obiettivi finora raggiunti,che oggi, fra l’altro, sono anche  minacciati da una grave ondata clerical-reazionaria e andare avanti sulla strada del progresso sociale e democratico, gli uomini non ce la fanno e non ce la possono fare senza l’aiuto di tuttte le donne.
E’ come se il motore democratico degli uomini si fosse inceppato, più di così gli uomini non possono proprio fare ed è una fortuna che sia arrivato  il momento delle donne!
Ma queste donne  devono essere presenti nei luoghi della politica ed in egual misura degli uomini……..per i posti più importanti mi spingerei a dire che sarebbe utile istituire una doppia carica per essere sicuri che le grandi decisioni siano prese insieme da un uomo e da una donna.
E le donne devono esserci e, devono essere anche tante, perchè i problemi legati alla loro identità , stampati  nei loro corpi, disegnati  nelle loro forme, condizionati dagli ormoni che interagiscono con la mente e con il cuore, si devono vedere e si devono avvertire, consentendo alle altre donne di identificarsi ed aderire direttamente a progetti e riforme femmiili,  senza essere costrette a delegare ad un uomo.
Ne discende che alle primarie del PD voterò e cercherò di far votare  per una donna!
Rosa

23/09

Cara Lara…

di Rosa Cavadi

Cara Lara, 
Non posso non essere d’accordo con te sul fatto che la società italiana sia rimasta ancora feudale nella mentalità e nel costume, malgrado l’unificazione politica (quella che faceva dire a D’Azeglio che era stata fatta l’Italia , ma non gli italiani) e la retorica nazionalistica del regime fascista.
Non sono mancati gli sforzi della cultura.
Penso, specilmente al cinema, al Neorealismo, alla commedia all’ italiana, ai film di denunzia di Petri, Rosi, Montaldo e tanti altri…penso all’azione magistrale dei padri della costituzione italiana, una delle migliori del mondo in fatto dii difesa dei diritti dei cittadini….penso allo difficoltà di diffondere una lingua comune…alla scuola di massa….
Ma come giustamente adombri nel tuo discorso, il tessuto sociale italiano è rimasto impermeabile a queste sollecitazioni culturali, mantenendo intatto il sistema dei rapporti di fedeltà personale, di scambi di favore, di corporativismo etc. etc…tutti aspetti che limitano la sovranità del popolo e quella dello Stato , ma, ancor peggio, diventano terreni di coltura per tutte le società che per fini dolosi, surrettiziamente, allo Stato si sostituiscono, come la mafia , la camorra, la ‘ndragheta……
Che ce lo diciamo a fare? Vogliamo trovare a tutti i costi un motivo al difficile o mancato esercizio della democrazia?
Certo se a scuola si studiasse meno fascismo e più Risorgimento, forse si capirebbero meglio le ragioni della mancanza di senso civico, di rispetto dello Stato,di sfiducia nelle istituzioni degli italiani…….i motivi ci sono!
Ma forse la democrazia, oltre che studiarla, bisognerebbe, soprattutto, cercare di applicarla…di sperimentarla…..di scoprirla, magari “solo vivendo”. Forse?!
Io, nel mio piccolissimo, ho pensato di farlo scegliendo di appoggiare la lista della Rosy Bindi alle primarie per la costituzione del PD.
Cercherò di spiegare perchè l’ho fatto.
Quando Veltroni ha deciso di candidarsi alle primarie,certo lo ricorderete, è apparso subito come l’uomo della provvidenza, il salvatore della patria,l’antiberlusconiano per eccellenza che fora il video e fa impennare i sondaggi.
La sua fortissima candidatura ( che , fra l’altro avrebbe tolto le castagne dal fuoco ai DS impelagati nella “querelle”delle intercettazioni sul caso UNIPOL), seguita da un discorso intenso,rassicurante, ecumenico e solenne, da vero capo di Stato, più che da aspirante a segretario di un partito, spiazzò tutti i possibili avversari, almeno nel suo partito e, nei giorni successivi alla sua prolusione per l’investitura al PD, nessuno osò presentare la sua candidatura!
E’ quasi inutile aggiungere che la candidatura di Veltroni si era trasformata in candidatura unica che di fatto riduceva le primarie ad un rito inutile che sarebbe servito a formalizzare l’incoronazione di un leader già scelto, in barba alla dialettica democratica.
Quando Rosy Bindi, dimostrando coraggio e gran senso di responsabilità, decise di candidarsi, pensai che il pericolo dell’elezione plebiscitaria di Veltroni fosse scongiurato.
Ne fui contenta per le primarie del partito nascente,che, attraverso la candidatura della Bindi, potevano mantenere caratteristiche democratiche, e decisi che il tutto andava certificato da un voto a suo favore .
Questo il primo motivo che mi ha spinta ad una decisione che molti avranno giudicato apostasia, ma che per me è nata da profondo convincimento!
I motivi successivi, tuttavia, non sono meno importanti.
Intanto si trattava e sottolineo si trattava, di una candidatura femminile!
Votare per una donna è sicuramente uno dei punti più qualificanti del partito nuovo che assegna alle donne il 50% . Rispettare questo principio, votando una donna, mi sembrava e mi sembra una garanzia per un nuovo modo di fare politica.
Della Bindi, inoltre,mi rassicurava e mi rassicura, l’impegno sociale dimostrato , la serietà, l’onestà (è triste dovere sottolineare questo aspetto) , e la grande umanità….
C’è, però, un’ altra cosa importante che mi preme sottolineare per fare emergere i meriti di questa candidata.
ED è che, a mio avviso, la Bindi ha dimostrato il massimo di laicità che può raggiungere una cattolica.
Sul problema della laicità e del laicismo si è parlato e sparlato tanto…..se, però, con i cattolici dobbiamo dialogare è giunto il momento di chiederci se vogliamo farlo con i cattolici finti che uasano la religione come “instrumentum regni”, cambiando idea a seconda della convenienza politica, o con quelli che, faticando e soffrendo nel profondo della propria coscienza, riescono a trarre dall’ umanitarismo cristiano tutta la laicità possibile, o “finora possibile”, sperando che progredisca ancora.
Baci Rosa (articolo già pubblicato qui)

Il Tasso e la democrazia liberata

 dal blog di Roberto Ribeca

Mentre sono in tal rischio, ecco un guerriero
(che tal parea) d’alta sembianza e degna;
la tigre che su l’elmo ha per cimiero,
tutti gli occhi a se trae, famosa insegna;
insegna usata da Clorinda in guerra;
onde la credon lei né l’creder erra.

Così Torquato Tasso introduce nel suo poema la sfortunata vergine guerriera Clorinda, che morrà uccisa in duello dal suo amato ed ignaro Tancredi.
Oggi anche, nella politica italiana, il coraggio è femmina ed il Tasso sceglierebbe per sua eroina Rosy Bindi 
Rosy ha forse ridato un senso alle altrimenti asfittiche primarie per l’elezione del segretario del nuovo partito democratico… (continua)