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Non togliete la speranza

di Claudi Croci

Al di là delle opinioni personali resta fermo un punto che la coerenza è un fattore politico di cui non si può rinunciare pena la perdita di credibilità . Lo sforzo immane che “ La repubblica “ , giornale vicino al PD e vicino alla candidatura Veltroni sta facendo è encomiabile , ma quanto contribuisce a dare credibilità al progetto è difficile valutarlo.
A Roma ad esempio , le tre liste che appoggiano Veltroni sono sulle pagine del giornale quotidianamente e l’apparenza trasmette l’inesistenza di liste concorrenti , mentre sia la Bindi , sia Letta , sia Adinolfi sono presenti nei collegi romani in massa . Traspare evidente e significativo il messaggio che in fondo sono le tre liste in concorrenza tra loro destinate a fornire la migliore interpretazione del nuovo soggetto politico . Questa sensazione diventa certezza , quando ad Ostia il locale segretario dell’Unione dei DS , parla di tre liste in concorrenza tra loro sul territorio .
Ma ancora più freudiano è lo schema che si va delineando in questa singolare campagna di primarie di partito in cui le liste di Veltroni trasmettono il messaggio , che , more solito , si sono confrontate e si confronteranno per la gestione del potere “ vero “ mentre le altre liste sono destinate ad essere comprimarie per consentire il dibattito “ vero “.
In altre parole si discute , ci si confronta , ma i nomi sono i soliti tanto che un esponente veltroniano afferma che questo è l’ultimo atto di una politica vecchia e non il primo di una politica nuova.
Personalmente credo che tutto questo sia  un suicidio non solo per le liste Veltroni , ma per tutto il PD. Scorrendo i nomi dei collegi romani e dei candidati collegati al sindaco di Roma  emerge la politica cencelliniana della ripartizione per quote e per gruppi , evito accuratamente la parola “ casta “, ma questo non è una sensazione personale , ma è diffusa e ascolto   molti compagni ed amici percepire la stessa sensazione .
E questo è un travaglio reale del PD , il confronto scompare non avviene alla luce del sole nelle primarie , ma è e avvenuto prima e continuerà dopo tra i gruppi eletti che si distingueranno dietro Veltroni. La risposta logica è andate a votare per l’unica vera alternativa costituita dalle liste BINDI-ULIVISTI , ma è una risposta parziale al problema. Nella lista Bindi è vero vi sono molti sconosciuti , molti dirigenti di partito , sicuramente , ma sono coloro che al PD hanno creduto davvero e per questo sono in posizione marginale , i “ veri “ giovani stanno qui , non tanto per l’età, ma per la militanza politica, sia nel tempo sia nel modo . Avere diciassette anni non significa affatto essere giovani può significare semplicemente di essere , sciocco strumento di una politica vecchia , ridisegnata con un volto giovane una specie di operazione di plastica-chirurgica applicata alla politica.  Ma la freschezza delle liste Bindi basterà a convincere i cittadini quando i media sono tutti puntati sulle altre liste , basterà essere nei territori , svolgere il tam-tam di casa in casa per convincere che in fondo nel PD ci sono anche i volontari della politica i servitori disinteressati della res pubblica . Molto dipenderà anche dal comportamento dei tre listoni e della volontà sincera di mettersi da parte dei “ senatori “ della politica, di cui se ne può dubitare .
L’appello va anche alla stampa ed ai media che abbandonino il solito schema della notizia urlata e passino alla riflessione sull’evento . L’Italia è anche il loro paese e se la speranza delle primarie e di questo nuovo soggetto va delusa anche per loro sarà una musica diversa o forse la triste solita musica .
Nelle prossime due settimane quindi “ non toglieteci la speranza “ di avere anche in Italia una politica rinnovata negli uomini e nelle idee , una politica fatta di servizio e non di gestione del potere , una politica che guarda al bene generale e non agli interessi di singoli e caste , una politica che ci fa sentire donne ed uomini di un grande paese e non nani e ballerine di un Titanic che mestamente sta affondando , dateci il sogno restituiteci almeno la speranza : con Rosy noi l’abbiamo.

Le primarie non sono su tre liste: falsa notizia!

di Claudio Croci

La notizia apparsa su “ Il Giornale di Ostia “ di sabato 15 settembre a pagina 3 , attribuita ad un esponente locale dei DS  che recita testualmente “ Le nostre (dei DS-nota di chi scrive)  priorità quindi dovranno essere quelle di mobilitare il popolo di centrosinistra per garantire la più ampia partecipazione possibile dei cittadini il 14 ottobre e quella di candidare nelle tre liste in competizione quadri provenienti alcuni dai partiti altri dalla società civile …“ è decisamente errata. Attualmente le candidature per le primarie sono state formalizzate solo per quanto attiene la carica di Segretario Nazionale e Regionale. A livello nazionale sono presenti quali candidati : Walter Veltroni, Rosy Bindi , Enrico Letta, Piergiorgio Gawronski, Mario Adinolfi, Jacopo Gavazzoli Shettini; e per la candidatura a Segretario Regionale quelle di Nicola Zingaretti e di Amedeo Piva. Per ogni candidato alla segreteria , nazionale o regionale,si dovranno , entro il 22 settembre , presentare una o più liste collegate ,in ognuno dei 475 collegi in cui è stata divisa l’Italia , si potranno e non si dovranno,  non è detto infatti che in ogni collegio sarà presente una lista di ciascun candidato. Attualmente nei collegi che interessano il XIII Municipio e cioè il XVI : Ostia , Palocco, Infernetto e il XVII : Acilia, Dragona, Axa, Fiumicino si ipotizza, con ragionevole certezza, che saranno presentate tre liste collegate  a Walter Veltroni  , ma anche sarà sicuramente presente , come in ogni parte d’Italia , una lista collegata a Rosy Bindi nonché è probabile una lista collegata a Enrico Letta , degli altri candidati , invece , non è dato ancora sapere. L’elettore quindi troverà un’alternativa tra  le tre liste collegate a Walter Veltroni  e quella collegata a Rosy Bindi .  Ci si augura che le tre liste collegate a Veltroni siano espressione di un filone unico e non contrapposte altrimenti la candidatura di Veltroni ne sarebbe chiaramente indebolita essendo espressione di contrapposizioni dichiarate. Per Rosy Bindi, che ha invece  decisamente scelto  la lista unica, nessuna contrapposizione ed un chiaro messaggio di alternativa concettuale e progettuale a quella del sindaco di Roma , in democratico confronto.