di Rosa Cavadi
Volano della democrazia, nella costruzione del PD, è sicuramente il fatto di assicurare alle donne pari opportunità di partecipazione alla vita politica del paese.
Anche se tale diritto è riconosciuto dalla costituzione italiana, nei fatti, però, non è stato attuato nel suo significato sostanziale, dal momento che la percentuale di donne che fanno politica è veramente insufficiente per rappresentare e risolvere la complessità e la varietà delle problematiche femminili.
Avere il coraggio di uscire dall’”impasse”con la decisione di stabilire quote di partecipazione uguali per genere, può essere considerato condizione, senza la quale, non ci si può incamminare, coerentemente, sulla strada della vera democrazia .
Certo non basta stabilirlo per decreto, perchè le barriere che impediscono alle donne l’ingresso in politica sono innumerevoli.
Per abbatterle bisognerebbe cambiare la politica, farla uscire dal chiuso dei “palazzi”, liberarla dalle incrostazione delle inutili, spocchiose liturgie,e, poi, moralizzare la vita dei partiti e ristabilire un rapporto fattivo con la gente.
Le donne, infatti, odiano la ridondanza dei tempi della politica, aborrono la competizione elettorale finalizzata alla mera conquista del potere o, peggio, alla possibilità di concludere affari vantaggiosi…..e si allontanano, perchè , per fortuna, hanno sempre qualcosa di meglio da fare nel sociale, nella famiglia, nel lavoro, nello studio, ed in tutte le costruttive opere “imbelli” di volontariato.
Per permettere la partecipazione delle donne alla politica, bisognerebbe, inoltre, cambiare l’intera società, avviando una serie di riforme che permettano veramente alle donne di stare al passo con l’uomo, senza dover rinunziare ( come di fatto sta avvenendo nel mondo occidentale, dove nasce un solo figlio a coppia!) alla maternità, senza tralasciare “l’ alto ufficio” della cura degli altri, senza interrompere quell’ intima comunicazione con la natura da cui può scaturire l’armonia con l’ambiente e quella con tutti gli uomini che lo desiderino.
E’ necessario, quindi, un gran cambiamento!
Ma, fondando un partito nuovo come il PD, non è questo che vogliamo?
Non vogliamo bonificare la politica, svecchiando gli obsoleti apparati dei partiti per coinvolgere tutta la società civile in un grande rinnovamento democratico ?
Non vogliamo rinnovare il nostro paese sottoponendo qualunque riforma, qualunque attività al vaglio della giustizia, dell’etiaca e della compatibilità ambientale?
Allora cominciare dalle donne non sarà solo utile, ma , anche indispensabile!
Vi immaginate un Parlamento ed un Governo i cui scranni siano riempiti al 50% da donne?
Solo la loro presenza fisica, il loro esserci dovrebbe rivoluzionare tutto!
Certo io non parlo di quelle donne che come cartelloni pubblicitari reclamizzano varie categorie di problemi femminili contentandosi di briciole di democrazia, nè quelle che nella loro debolezza somigliano sempre di più ai vasi di creta, costretti a viaggiare insieme a vasi di ferro, di manzoniana memeoria, e neppure a quelle che per gareggiare con gli uomini hanno finito con l’assumere caratteri , modi e, quel che è peggio, desideri maschili!
No, io parlo delle compagne che hanno lottato fuori ed anche contro gli apparati politici, delle cattoliche impegnate nel sociale e di tutte quelle donne della società civile il cui potenziale di serietà, onestà e sobrietà nell’ impegno, potrebbe trasformarsi in linfa propulsiva per un nuovo modo di fare politica.
Ciò non vuole togliere nulla all’ azione riformatrice della società maschile, coadiuvata da quelle poche donne che sono riuscite a fare politica.
Solo che per difendere gli obiettivi finora raggiunti,che oggi, fra l’altro, sono anche minacciati da una grave ondata clerical-reazionaria e andare avanti sulla strada del progresso sociale e democratico, gli uomini non ce la fanno e non ce la possono fare senza l’aiuto di tuttte le donne.
E’ come se il motore democratico degli uomini si fosse inceppato, più di così gli uomini non possono proprio fare ed è una fortuna che sia arrivato il momento delle donne!
Ma queste donne devono essere presenti nei luoghi della politica ed in egual misura degli uomini……..per i posti più importanti mi spingerei a dire che sarebbe utile istituire una doppia carica per essere sicuri che le grandi decisioni siano prese insieme da un uomo e da una donna.
E le donne devono esserci e, devono essere anche tante, perchè i problemi legati alla loro identità , stampati nei loro corpi, disegnati nelle loro forme, condizionati dagli ormoni che interagiscono con la mente e con il cuore, si devono vedere e si devono avvertire, consentendo alle altre donne di identificarsi ed aderire direttamente a progetti e riforme femmiili, senza essere costrette a delegare ad un uomo.
Ne discende che alle primarie del PD voterò e cercherò di far votare per una donna!
Rosa