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Amara che poco

di Rosa Cavadi (dal blog di Roberto Ribeca)
La città di Roma ieri era tappezzate dalle bellissime immagini e, sottolineo “bellissime”, di una ragazza  “amara che poco è più morte, vestita solo dalle sue  ossa e da una pelle raggrinzita, con uno sguardo opaco perduto nel vuoto che, in mezzo ad altre innumerevoli immagini pubblicitarie, reclamizzava se stessa e la sua condizione di anoressica!… continua nel blog di Roberto Ribeca

(origine dell’immagine: pigmotel)

Volano della democrazia

di Rosa Cavadi

 

Volano della democrazia, nella costruzione del PD, è sicuramente il fatto di assicurare alle donne pari opportunità di partecipazione alla vita politica del paese.
Anche se tale diritto è riconosciuto dalla costituzione italiana, nei fatti, però, non è stato attuato nel suo significato sostanziale, dal momento che la percentuale di donne che fanno politica è veramente insufficiente per rappresentare e risolvere la complessità e la varietà delle problematiche femminili.
Avere il coraggio di uscire dall’”impasse”con la decisione di stabilire quote di partecipazione uguali per genere, può essere considerato condizione, senza la quale, non ci si può incamminare, coerentemente, sulla strada della vera democrazia  .
Certo non basta stabilirlo per decreto, perchè le barriere che impediscono alle donne l’ingresso in politica sono innumerevoli.
Per abbatterle bisognerebbe cambiare la politica, farla uscire dal chiuso dei “palazzi”, liberarla dalle incrostazione delle inutili, spocchiose liturgie,e, poi, moralizzare la vita dei partiti e ristabilire un rapporto fattivo con la gente.
Le donne, infatti, odiano la ridondanza dei tempi della politica, aborrono la competizione elettorale finalizzata alla mera conquista del potere o, peggio, alla possibilità di concludere affari vantaggiosi…..e si allontanano, perchè , per fortuna, hanno sempre qualcosa di meglio da fare nel sociale, nella famiglia, nel lavoro, nello studio, ed in tutte le costruttive opere “imbelli” di volontariato.
Per permettere la partecipazione delle donne alla politica, bisognerebbe, inoltre, cambiare l’intera società, avviando una serie di riforme che permettano veramente alle donne di stare al passo con l’uomo, senza dover rinunziare ( come di fatto sta avvenendo nel mondo occidentale, dove nasce un solo figlio a coppia!) alla maternità, senza tralasciare “l’ alto ufficio” della cura degli altri, senza interrompere quell’ intima comunicazione con la natura da cui può scaturire l’armonia con l’ambiente e quella con tutti gli uomini che lo desiderino.
E’ necessario, quindi, un gran cambiamento!
Ma, fondando un partito nuovo come il PD, non è questo che vogliamo?
Non  vogliamo bonificare la politica, svecchiando gli obsoleti apparati dei partiti per coinvolgere tutta la società civile in un grande rinnovamento democratico ?
Non vogliamo rinnovare il nostro paese sottoponendo qualunque riforma, qualunque attività al vaglio della giustizia, dell’etiaca e della compatibilità ambientale?
Allora cominciare dalle donne non sarà solo utile, ma , anche indispensabile!
Vi immaginate un Parlamento ed un Governo i cui scranni siano riempiti al 50% da donne?
Solo la loro presenza fisica, il loro esserci dovrebbe rivoluzionare tutto!
Certo io non parlo di quelle donne che come cartelloni pubblicitari reclamizzano  varie categorie di problemi femminili contentandosi di briciole di democrazia, nè quelle che nella loro debolezza somigliano sempre di più ai vasi di creta, costretti a viaggiare insieme a vasi di ferro, di manzoniana memeoria, e neppure a quelle che per gareggiare con gli uomini hanno finito con l’assumere caratteri , modi e, quel che è peggio, desideri maschili!
No, io parlo delle compagne che hanno lottato fuori ed anche contro gli apparati politici, delle  cattoliche impegnate nel sociale e di tutte quelle donne della società civile il cui potenziale di serietà, onestà e sobrietà nell’ impegno, potrebbe trasformarsi in linfa propulsiva per un nuovo modo di fare politica.
Ciò non vuole togliere nulla all’ azione riformatrice della società maschile, coadiuvata da quelle poche donne che sono riuscite a fare politica.
Solo che per difendere gli obiettivi finora raggiunti,che oggi, fra l’altro, sono anche  minacciati da una grave ondata clerical-reazionaria e andare avanti sulla strada del progresso sociale e democratico, gli uomini non ce la fanno e non ce la possono fare senza l’aiuto di tuttte le donne.
E’ come se il motore democratico degli uomini si fosse inceppato, più di così gli uomini non possono proprio fare ed è una fortuna che sia arrivato  il momento delle donne!
Ma queste donne  devono essere presenti nei luoghi della politica ed in egual misura degli uomini……..per i posti più importanti mi spingerei a dire che sarebbe utile istituire una doppia carica per essere sicuri che le grandi decisioni siano prese insieme da un uomo e da una donna.
E le donne devono esserci e, devono essere anche tante, perchè i problemi legati alla loro identità , stampati  nei loro corpi, disegnati  nelle loro forme, condizionati dagli ormoni che interagiscono con la mente e con il cuore, si devono vedere e si devono avvertire, consentendo alle altre donne di identificarsi ed aderire direttamente a progetti e riforme femmiili,  senza essere costrette a delegare ad un uomo.
Ne discende che alle primarie del PD voterò e cercherò di far votare  per una donna!
Rosa

Cara Lara…

di Rosa Cavadi

Cara Lara, 
Non posso non essere d’accordo con te sul fatto che la società italiana sia rimasta ancora feudale nella mentalità e nel costume, malgrado l’unificazione politica (quella che faceva dire a D’Azeglio che era stata fatta l’Italia , ma non gli italiani) e la retorica nazionalistica del regime fascista.
Non sono mancati gli sforzi della cultura.
Penso, specilmente al cinema, al Neorealismo, alla commedia all’ italiana, ai film di denunzia di Petri, Rosi, Montaldo e tanti altri…penso all’azione magistrale dei padri della costituzione italiana, una delle migliori del mondo in fatto dii difesa dei diritti dei cittadini….penso allo difficoltà di diffondere una lingua comune…alla scuola di massa….
Ma come giustamente adombri nel tuo discorso, il tessuto sociale italiano è rimasto impermeabile a queste sollecitazioni culturali, mantenendo intatto il sistema dei rapporti di fedeltà personale, di scambi di favore, di corporativismo etc. etc…tutti aspetti che limitano la sovranità del popolo e quella dello Stato , ma, ancor peggio, diventano terreni di coltura per tutte le società che per fini dolosi, surrettiziamente, allo Stato si sostituiscono, come la mafia , la camorra, la ‘ndragheta……
Che ce lo diciamo a fare? Vogliamo trovare a tutti i costi un motivo al difficile o mancato esercizio della democrazia?
Certo se a scuola si studiasse meno fascismo e più Risorgimento, forse si capirebbero meglio le ragioni della mancanza di senso civico, di rispetto dello Stato,di sfiducia nelle istituzioni degli italiani…….i motivi ci sono!
Ma forse la democrazia, oltre che studiarla, bisognerebbe, soprattutto, cercare di applicarla…di sperimentarla…..di scoprirla, magari “solo vivendo”. Forse?!
Io, nel mio piccolissimo, ho pensato di farlo scegliendo di appoggiare la lista della Rosy Bindi alle primarie per la costituzione del PD.
Cercherò di spiegare perchè l’ho fatto.
Quando Veltroni ha deciso di candidarsi alle primarie,certo lo ricorderete, è apparso subito come l’uomo della provvidenza, il salvatore della patria,l’antiberlusconiano per eccellenza che fora il video e fa impennare i sondaggi.
La sua fortissima candidatura ( che , fra l’altro avrebbe tolto le castagne dal fuoco ai DS impelagati nella “querelle”delle intercettazioni sul caso UNIPOL), seguita da un discorso intenso,rassicurante, ecumenico e solenne, da vero capo di Stato, più che da aspirante a segretario di un partito, spiazzò tutti i possibili avversari, almeno nel suo partito e, nei giorni successivi alla sua prolusione per l’investitura al PD, nessuno osò presentare la sua candidatura!
E’ quasi inutile aggiungere che la candidatura di Veltroni si era trasformata in candidatura unica che di fatto riduceva le primarie ad un rito inutile che sarebbe servito a formalizzare l’incoronazione di un leader già scelto, in barba alla dialettica democratica.
Quando Rosy Bindi, dimostrando coraggio e gran senso di responsabilità, decise di candidarsi, pensai che il pericolo dell’elezione plebiscitaria di Veltroni fosse scongiurato.
Ne fui contenta per le primarie del partito nascente,che, attraverso la candidatura della Bindi, potevano mantenere caratteristiche democratiche, e decisi che il tutto andava certificato da un voto a suo favore .
Questo il primo motivo che mi ha spinta ad una decisione che molti avranno giudicato apostasia, ma che per me è nata da profondo convincimento!
I motivi successivi, tuttavia, non sono meno importanti.
Intanto si trattava e sottolineo si trattava, di una candidatura femminile!
Votare per una donna è sicuramente uno dei punti più qualificanti del partito nuovo che assegna alle donne il 50% . Rispettare questo principio, votando una donna, mi sembrava e mi sembra una garanzia per un nuovo modo di fare politica.
Della Bindi, inoltre,mi rassicurava e mi rassicura, l’impegno sociale dimostrato , la serietà, l’onestà (è triste dovere sottolineare questo aspetto) , e la grande umanità….
C’è, però, un’ altra cosa importante che mi preme sottolineare per fare emergere i meriti di questa candidata.
ED è che, a mio avviso, la Bindi ha dimostrato il massimo di laicità che può raggiungere una cattolica.
Sul problema della laicità e del laicismo si è parlato e sparlato tanto…..se, però, con i cattolici dobbiamo dialogare è giunto il momento di chiederci se vogliamo farlo con i cattolici finti che uasano la religione come “instrumentum regni”, cambiando idea a seconda della convenienza politica, o con quelli che, faticando e soffrendo nel profondo della propria coscienza, riescono a trarre dall’ umanitarismo cristiano tutta la laicità possibile, o “finora possibile”, sperando che progredisca ancora.
Baci Rosa (articolo già pubblicato qui)