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	<title>Commenti per Rosy Bindi per il XIII Municipio</title>
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		<title>Commenti su Amara che poco di roberto ribeca</title>
		<link>http://scelgorosyin13.wordpress.com/2007/09/26/amara-che-poco/#comment-19</link>
		<dc:creator>roberto ribeca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 16:27:32 +0000</pubDate>
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		<description>Caro attimo
Non siamo riusciti a superare la barriera dell&#039;apparato e della nostra coscienza. Traduco :nessun giovane sembra essere per Rosy, sembrano tutti condizionati, insomma un pò gregge ed un po branco.Ovviamente non sono convinto che Veltroni sia la risposta politica soddisfacente per i giovani  Per quello che riguarda la &quot;coscienza&quot;: essendo un fautore della scelta libera e personale mi ripugna tentare di condizionare o solleticare con candidature i bassi istinti dei giovani. Roberto Biagi mi ha detto che erano tutti per Veltroni ed io non mi sono sentito di aprire un discorso strumentale. Stessa domanda ho fatto a te. La nostra lista non è completa ed è una armata Brancaleone che si cimenterà contro la parata di stelle veltroniane.La mancanza di giovani e uomini DS (mia più diretta colpa) pesa a tutti come un fallimento, tanto più grave perchè ci siamo impegnati proprio nella direzione donne e giovani Ti segnalo un altro grande assente da queste elezioni :lo spirito democratico perchè pluralista(il pluralismo è un punto da approfondire e lo faremo spero insieme dopo il 14 ottobre.) 
Non vedo l&#039;ora che finisca sta storia che sta diventando anche noiosa.
Grande abbraccio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro attimo<br />
Non siamo riusciti a superare la barriera dell&#8217;apparato e della nostra coscienza. Traduco :nessun giovane sembra essere per Rosy, sembrano tutti condizionati, insomma un pò gregge ed un po branco.Ovviamente non sono convinto che Veltroni sia la risposta politica soddisfacente per i giovani  Per quello che riguarda la &#8220;coscienza&#8221;: essendo un fautore della scelta libera e personale mi ripugna tentare di condizionare o solleticare con candidature i bassi istinti dei giovani. Roberto Biagi mi ha detto che erano tutti per Veltroni ed io non mi sono sentito di aprire un discorso strumentale. Stessa domanda ho fatto a te. La nostra lista non è completa ed è una armata Brancaleone che si cimenterà contro la parata di stelle veltroniane.La mancanza di giovani e uomini DS (mia più diretta colpa) pesa a tutti come un fallimento, tanto più grave perchè ci siamo impegnati proprio nella direzione donne e giovani Ti segnalo un altro grande assente da queste elezioni :lo spirito democratico perchè pluralista(il pluralismo è un punto da approfondire e lo faremo spero insieme dopo il 14 ottobre.)<br />
Non vedo l&#8217;ora che finisca sta storia che sta diventando anche noiosa.<br />
Grande abbraccio</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Commenti su Amara che poco di Giovanni</title>
		<link>http://scelgorosyin13.wordpress.com/2007/09/26/amara-che-poco/#comment-17</link>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 21:09:58 +0000</pubDate>
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		<description>premesso che al regionale potrei Rosy Bindi!!!! Il grande coraggio della vostra lista era l&#039;operazione rinnovamento anti burocrate....porca miseria il più giovane è del 71.....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>premesso che al regionale potrei Rosy Bindi!!!! Il grande coraggio della vostra lista era l&#8217;operazione rinnovamento anti burocrate&#8230;.porca miseria il più giovane è del 71&#8230;..</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo Stato&#8230; siamo noi&#8230; di Claudio Croci</title>
		<link>http://scelgorosyin13.wordpress.com/2007/09/12/lo-stato-siamo-noi/#comment-16</link>
		<dc:creator>Claudio Croci</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2007 11:55:58 +0000</pubDate>
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		<description>Commento allo Stato siamo…. Noi

Ottimo , veramente ottimo ,l’articolo di Lara Scarsella che evidenzia la responsabilità civile del cittadino nei confronti dell’organizzazione di persone chiamata Stato. Purtroppo questa mancanza di consapevolezza e responsabilità civile ci perseguita dall’Unità d’Italia ad oggi. L’oligarchia politica che fece l’Unità d’Italia aveva comunque un altissimo senso dello Stato che purtroppo non ha saputo estendere alla popolazione tutta . Le famose contrapposizioni tra garibaldini e stato sabaudo testimoniavano all’epoca di quale sarebbe stato il dramma della società italiana , da una parte troppo tesa a difendere una posizione concettuale verticistica e dall’altra incapace di assumere anche responsabilità di governo .
	Oggi il dualismo permane anche se il senso dello stato della classe politica piemontese è un triste lontano ricordo . Impantanati in un debito pubblico spaventoso frutto di mancate scelte e prese di posizioni responsabili , lo stato italiano oscilla tra un semplicismo individualista ed un sinistrismo barricadiero , pervaso ovviamente da quel senso fumoso , ma reale , di un provincialismo feudale che si diffonde nella nostra società. 
	La prova delle primarie che tra breve costituiranno la prima nota del partito democratico , ci consentono una grande occasione per ribadire il senso profondo della cittadinanza attiva . Non siamo troppo teneri coi nostri concittadini invitiamoli a partecipare e  mostriamoli il dovere diritto di partecipare alla vita politica se dallo Stato chiediamo qualcosa . Chiediamo di conoscere i meccanismi della democrazia . Negli Usa gli studenti americani vengono costantemente indottrinati sui sistemi elettorali americani , lo stesso i nostri giovani debbono sapere e sono tenuti a sapere è un loro diritto , ma anche un loro dovere , come cittadini, di conoscere i meccanismi della democrazia che non sono semplici , né banali , né si può pretendere che lo siano perché la democrazia non è un prodotto di facile consumo .
	Rispondiamo nelle primarie immediatamente coi fatti alle provocazioni dei Masaniello di turno ( leggasi Beppe Grillo ) proponendo per prima cosa una selezione preventiva nei partiti alla elezione della propria classe dirigente , fatta anche considerando la fedina penale degli stessi . Ma anche diamo risposta ad una domanda di democrazia diretta come quella di eleggere direttamente i propri deputati che non è altro , che ripescare il famoso referendum del 1999 , vanificato per pochi voti sull’abolizione della quota proporzionale , aggiungiamoci l’obbligo di selezione delle candidature di collegio attraverso le primarie ed ecco che  Beppe Grillo avrebbe la sua risposta .
Ma tutto ciò non basta e non aggiungiamo un forte grande impegno di coerenza personale da additare ai nostri giovani perché appunto lo stato comincia e finisce solo da noi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Commento allo Stato siamo…. Noi</p>
<p>Ottimo , veramente ottimo ,l’articolo di Lara Scarsella che evidenzia la responsabilità civile del cittadino nei confronti dell’organizzazione di persone chiamata Stato. Purtroppo questa mancanza di consapevolezza e responsabilità civile ci perseguita dall’Unità d’Italia ad oggi. L’oligarchia politica che fece l’Unità d’Italia aveva comunque un altissimo senso dello Stato che purtroppo non ha saputo estendere alla popolazione tutta . Le famose contrapposizioni tra garibaldini e stato sabaudo testimoniavano all’epoca di quale sarebbe stato il dramma della società italiana , da una parte troppo tesa a difendere una posizione concettuale verticistica e dall’altra incapace di assumere anche responsabilità di governo .<br />
	Oggi il dualismo permane anche se il senso dello stato della classe politica piemontese è un triste lontano ricordo . Impantanati in un debito pubblico spaventoso frutto di mancate scelte e prese di posizioni responsabili , lo stato italiano oscilla tra un semplicismo individualista ed un sinistrismo barricadiero , pervaso ovviamente da quel senso fumoso , ma reale , di un provincialismo feudale che si diffonde nella nostra società.<br />
	La prova delle primarie che tra breve costituiranno la prima nota del partito democratico , ci consentono una grande occasione per ribadire il senso profondo della cittadinanza attiva . Non siamo troppo teneri coi nostri concittadini invitiamoli a partecipare e  mostriamoli il dovere diritto di partecipare alla vita politica se dallo Stato chiediamo qualcosa . Chiediamo di conoscere i meccanismi della democrazia . Negli Usa gli studenti americani vengono costantemente indottrinati sui sistemi elettorali americani , lo stesso i nostri giovani debbono sapere e sono tenuti a sapere è un loro diritto , ma anche un loro dovere , come cittadini, di conoscere i meccanismi della democrazia che non sono semplici , né banali , né si può pretendere che lo siano perché la democrazia non è un prodotto di facile consumo .<br />
	Rispondiamo nelle primarie immediatamente coi fatti alle provocazioni dei Masaniello di turno ( leggasi Beppe Grillo ) proponendo per prima cosa una selezione preventiva nei partiti alla elezione della propria classe dirigente , fatta anche considerando la fedina penale degli stessi . Ma anche diamo risposta ad una domanda di democrazia diretta come quella di eleggere direttamente i propri deputati che non è altro , che ripescare il famoso referendum del 1999 , vanificato per pochi voti sull’abolizione della quota proporzionale , aggiungiamoci l’obbligo di selezione delle candidature di collegio attraverso le primarie ed ecco che  Beppe Grillo avrebbe la sua risposta .<br />
Ma tutto ciò non basta e non aggiungiamo un forte grande impegno di coerenza personale da additare ai nostri giovani perché appunto lo stato comincia e finisce solo da noi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cara Lara&#8230; di lara scarsella</title>
		<link>http://scelgorosyin13.wordpress.com/2007/09/12/cara-lara/#comment-14</link>
		<dc:creator>lara scarsella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 10:04:08 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Rosa, mi ha fatto un enorme piacere leggere quanto hai scritto perchè riscontro nelle tue parole una perfetta sintonia con il mio pensiero. Non solo hai colto appieno la dimensione storica e socioantropologica, dall’analisi della quale non si può prescindere se si vuole mirare ad un rinnovamento sostanziale e non di facciata, ma hai anche ben spiegato la nostra comune scelta di campo all’interno del costituente Partito Democratico. Quando parlo di un rinnovamento che, prima di coinvolgere il collettivo, riguardi l’individuo è proprio a questo che faccio riferimento. Di parole se ne dicono tante e gli italiani sono dei grandi affabulatori ma è nei comportamenti concreti, piccoli o grandi che siano, che ognuno di noi deve dar prova di legalità. La democrazia non si costruisce sulle etichette, sugli stereotipi o sulla retorica ma attraverso un effettivo sentire e agire democratico. Anche io come te ho quindi scelto di candidarmi per la lista che mi sembra garantire maggiormente questo spirito di legalità e di democrazia.
Grazie ancora,
Lara</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Rosa, mi ha fatto un enorme piacere leggere quanto hai scritto perchè riscontro nelle tue parole una perfetta sintonia con il mio pensiero. Non solo hai colto appieno la dimensione storica e socioantropologica, dall’analisi della quale non si può prescindere se si vuole mirare ad un rinnovamento sostanziale e non di facciata, ma hai anche ben spiegato la nostra comune scelta di campo all’interno del costituente Partito Democratico. Quando parlo di un rinnovamento che, prima di coinvolgere il collettivo, riguardi l’individuo è proprio a questo che faccio riferimento. Di parole se ne dicono tante e gli italiani sono dei grandi affabulatori ma è nei comportamenti concreti, piccoli o grandi che siano, che ognuno di noi deve dar prova di legalità. La democrazia non si costruisce sulle etichette, sugli stereotipi o sulla retorica ma attraverso un effettivo sentire e agire democratico. Anche io come te ho quindi scelto di candidarmi per la lista che mi sembra garantire maggiormente questo spirito di legalità e di democrazia.<br />
Grazie ancora,<br />
Lara</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cara Lara&#8230; di roberto ribeca</title>
		<link>http://scelgorosyin13.wordpress.com/2007/09/12/cara-lara/#comment-13</link>
		<dc:creator>roberto ribeca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 10:03:39 +0000</pubDate>
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		<description>cara rosa
sono molto contento di ospitarti nel mio blog e sono anche d’accordo con te sulla scelta e sulle motivazioni. Abbiamo fatto un lungo percorso per arrivare al PD, il partito della democrazia. Grazie a Rosy un prerequisito della democrazia, il pluralismo, c’è. Piano, piano senza cedere alle suggestioni del Grillo parlante, forse si riformano i partiti italiani, strumento indispensabile della democrazia necessariamente rappresentativa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara rosa<br />
sono molto contento di ospitarti nel mio blog e sono anche d’accordo con te sulla scelta e sulle motivazioni. Abbiamo fatto un lungo percorso per arrivare al PD, il partito della democrazia. Grazie a Rosy un prerequisito della democrazia, il pluralismo, c’è. Piano, piano senza cedere alle suggestioni del Grillo parlante, forse si riformano i partiti italiani, strumento indispensabile della democrazia necessariamente rappresentativa</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo Stato&#8230; siamo noi&#8230; di lara scarsella</title>
		<link>http://scelgorosyin13.wordpress.com/2007/09/12/lo-stato-siamo-noi/#comment-12</link>
		<dc:creator>lara scarsella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 09:55:08 +0000</pubDate>
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		<description>&gt; romoletto:
… Nonostante la mia esperienza professionale resto ancora stupita da come ognuno di noi percepisca le cose in modo differente… a modo suo…pensavo che il mio pezzo fosse proprio incentrato sulla difesa dello stato di diritto… Ma forse parlare di “sentire mafioso”, legalità e senso dello Stato è altra cosa e io non lo sapevo… Per quanto riguarda la mancanza di “segnalazione di un qualche tipo di condotta che meritasse la definizione di racket” in riferimento ai lavavetri non è per mancare di rispetto al comando provinciale dei carabinieri ma se ci si attenesse o ci si fosse attenuti solo ai dati ufficiali o alle segnalazioni alla pubblica sicurezza gran parte dei fenomeni criminali ufficialmente nemmeno esisterebbero:lo stupro sarebbe marginale, l’abuso in famiglia pressochè inesistente, la pedofilia frutto di un immaginario collettivo perverso e la mafia sarebbe nata negli anni ‘70-’80 in seguito alle esternazioni deliranti di qualche giudice, giornalista o poliziotto affetto da “sindrome di Giovanna D’Arco”. Forse il problema è sempre nella comunicazione e quindi nelle parole che si usano. Probabilmente racket fa pensare al grande interesse criminale ed è evidente che un conto è sfruttare la prostituzione con il suo enorme giro di affari e un conto è approfittare di un lavavetri che frutta si e no qualche euro. Decisamente improbabile che si scopra tra i pizzini di Provenzano un riferimento allo sfruttamento del lavaggio dei vetri ai semafori di Palermo. D’altra parte è altrettanto impensabile che la disperazione non porti a prevaricazioni, ad azioni discutibili all’interno e all’esterno del gruppo e alla creazione di qualche forma di gerarchia vessatoria fra gli stessi disperati o fra coloro i quali possono comunque trovare conveniente gestire un territorio. Su questo, forse, varrebbe la pena di interrogarsi, proprio a tutela dei principi di solidarietà e di stato di diritto e nell’interesse degli stessi lavavetri, prima di rigettare, insieme al vocabolo inadeguato, l’argomento nel suo complesso. Detto questo, stiamo comunque continuando a parlare di un tema che anche io giudico assolutamente marginale e che sta distogliendo noi, come il polverone mediatico fa con l’Italia, da problemi più urgenti… spero che non fosse questo l’intento… o forse sì?… “Stereotipi italioti”? (è questa, mi sembra, l’ultima provocazione), se per te ragionare sulle caratteristiche culturali e antropologiche di un popolo con tanto di analisi storica, di distinguo e di volontà di spronare al cambiamento è creare degli stereotipi allora o non hai ben interpretato le mie parole (gli stereotipi per definizione sono rigidi e intoccabili e quindi chi li usa non penserà mai alla possibilità di cambiamento e non mi sembra il mio caso)oppure tutto questo nostro discutere è un pretesto e forse è stato qualcos’altro a indurti a rispondere provocatoriamente con argomenti non attinenti a ciò che ho scritto… a cominciare da quel “signorina” che, tanto per rimanere in tema di stereotipi, sa tanto di veteromaschilismo (ti comunico che semmai, non essendo a conoscenza dello stato civile di una donna, le si dà della “signora”… il “signorina” è stato cassato perchè giudicato potenzialmente offensivo).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&gt; romoletto:<br />
… Nonostante la mia esperienza professionale resto ancora stupita da come ognuno di noi percepisca le cose in modo differente… a modo suo…pensavo che il mio pezzo fosse proprio incentrato sulla difesa dello stato di diritto… Ma forse parlare di “sentire mafioso”, legalità e senso dello Stato è altra cosa e io non lo sapevo… Per quanto riguarda la mancanza di “segnalazione di un qualche tipo di condotta che meritasse la definizione di racket” in riferimento ai lavavetri non è per mancare di rispetto al comando provinciale dei carabinieri ma se ci si attenesse o ci si fosse attenuti solo ai dati ufficiali o alle segnalazioni alla pubblica sicurezza gran parte dei fenomeni criminali ufficialmente nemmeno esisterebbero:lo stupro sarebbe marginale, l’abuso in famiglia pressochè inesistente, la pedofilia frutto di un immaginario collettivo perverso e la mafia sarebbe nata negli anni ‘70-’80 in seguito alle esternazioni deliranti di qualche giudice, giornalista o poliziotto affetto da “sindrome di Giovanna D’Arco”. Forse il problema è sempre nella comunicazione e quindi nelle parole che si usano. Probabilmente racket fa pensare al grande interesse criminale ed è evidente che un conto è sfruttare la prostituzione con il suo enorme giro di affari e un conto è approfittare di un lavavetri che frutta si e no qualche euro. Decisamente improbabile che si scopra tra i pizzini di Provenzano un riferimento allo sfruttamento del lavaggio dei vetri ai semafori di Palermo. D’altra parte è altrettanto impensabile che la disperazione non porti a prevaricazioni, ad azioni discutibili all’interno e all’esterno del gruppo e alla creazione di qualche forma di gerarchia vessatoria fra gli stessi disperati o fra coloro i quali possono comunque trovare conveniente gestire un territorio. Su questo, forse, varrebbe la pena di interrogarsi, proprio a tutela dei principi di solidarietà e di stato di diritto e nell’interesse degli stessi lavavetri, prima di rigettare, insieme al vocabolo inadeguato, l’argomento nel suo complesso. Detto questo, stiamo comunque continuando a parlare di un tema che anche io giudico assolutamente marginale e che sta distogliendo noi, come il polverone mediatico fa con l’Italia, da problemi più urgenti… spero che non fosse questo l’intento… o forse sì?… “Stereotipi italioti”? (è questa, mi sembra, l’ultima provocazione), se per te ragionare sulle caratteristiche culturali e antropologiche di un popolo con tanto di analisi storica, di distinguo e di volontà di spronare al cambiamento è creare degli stereotipi allora o non hai ben interpretato le mie parole (gli stereotipi per definizione sono rigidi e intoccabili e quindi chi li usa non penserà mai alla possibilità di cambiamento e non mi sembra il mio caso)oppure tutto questo nostro discutere è un pretesto e forse è stato qualcos’altro a indurti a rispondere provocatoriamente con argomenti non attinenti a ciò che ho scritto… a cominciare da quel “signorina” che, tanto per rimanere in tema di stereotipi, sa tanto di veteromaschilismo (ti comunico che semmai, non essendo a conoscenza dello stato civile di una donna, le si dà della “signora”… il “signorina” è stato cassato perchè giudicato potenzialmente offensivo).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo Stato&#8230; siamo noi&#8230; di roberto ribeca</title>
		<link>http://scelgorosyin13.wordpress.com/2007/09/12/lo-stato-siamo-noi/#comment-11</link>
		<dc:creator>roberto ribeca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 09:54:16 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;ccordo con il procuratore e dico evviva la magistratura quando riconferma lo stato di diritto infastidito da protagonismo politico e raptus mediatico; ma mafia e camorra ti sembrano stereotipi italioti che non insidiano lo stato di diritto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;ccordo con il procuratore e dico evviva la magistratura quando riconferma lo stato di diritto infastidito da protagonismo politico e raptus mediatico; ma mafia e camorra ti sembrano stereotipi italioti che non insidiano lo stato di diritto?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo Stato&#8230; siamo noi&#8230; di romoletto</title>
		<link>http://scelgorosyin13.wordpress.com/2007/09/12/lo-stato-siamo-noi/#comment-10</link>
		<dc:creator>romoletto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 09:53:35 +0000</pubDate>
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		<description>volevo essere provocatorio anche perchè mi sembrava che sull&#039;argomento si scantonasse...mi sembra preoccupante che comunque nel dibattito di questo periodo non si colga l&#039;importanza di ragionare sullo stato di diritto. Comunque, per la serie, l&#039;avevo detto...Lavavetri: pg Firenze chiede archiviazione


FIRENZE (10 settembre) - Il procuratore capo di Firenze Ubaldo Nannucci ha depositato la richiesta di archiviazione per le denunce a carico dei lavavetri bloccati nei giorni scorsi in seguito all&#039;ordinanza emessa dal Comune di Firenze. «La richiesta di archiviazione - spiega Nannucci - deriva dal fatto che, a mio parere, il mestiere girovago di lavavetri è previsto dalla legge come illecito amministrativo e per il principio di specialità non può essere oggetto di illecito penale. Altri aspetti di dubbia legittimità sollevati nell&#039;ordinanza del comune di Firenze non sono stati da me approfonditi perché non li ritenevo essenziali». 

Sulle ipotesi dell&#039;assessore alla sicurezza Graziano Cioni e del sindaco Leonardo Domenici di un racket dei lavavetri, il procuratore capo ha aggiunto: «Ho scritto al comando provinciale dei carabinieri e alla questura per sapere se per caso avessero segnalato qualche tipo di condotta che meritasse la definizione di racket e mi è stato riferito che non c&#039;è stata nessuna segnalazione di questo tipo». 

Insomma, non si è un po&#039; pisciato fuori dal vaso? 
E poi, vogliamo finirla con gli stereotipi italioti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>volevo essere provocatorio anche perchè mi sembrava che sull&#8217;argomento si scantonasse&#8230;mi sembra preoccupante che comunque nel dibattito di questo periodo non si colga l&#8217;importanza di ragionare sullo stato di diritto. Comunque, per la serie, l&#8217;avevo detto&#8230;Lavavetri: pg Firenze chiede archiviazione</p>
<p>FIRENZE (10 settembre) &#8211; Il procuratore capo di Firenze Ubaldo Nannucci ha depositato la richiesta di archiviazione per le denunce a carico dei lavavetri bloccati nei giorni scorsi in seguito all&#8217;ordinanza emessa dal Comune di Firenze. «La richiesta di archiviazione &#8211; spiega Nannucci &#8211; deriva dal fatto che, a mio parere, il mestiere girovago di lavavetri è previsto dalla legge come illecito amministrativo e per il principio di specialità non può essere oggetto di illecito penale. Altri aspetti di dubbia legittimità sollevati nell&#8217;ordinanza del comune di Firenze non sono stati da me approfonditi perché non li ritenevo essenziali». </p>
<p>Sulle ipotesi dell&#8217;assessore alla sicurezza Graziano Cioni e del sindaco Leonardo Domenici di un racket dei lavavetri, il procuratore capo ha aggiunto: «Ho scritto al comando provinciale dei carabinieri e alla questura per sapere se per caso avessero segnalato qualche tipo di condotta che meritasse la definizione di racket e mi è stato riferito che non c&#8217;è stata nessuna segnalazione di questo tipo». </p>
<p>Insomma, non si è un po&#8217; pisciato fuori dal vaso?<br />
E poi, vogliamo finirla con gli stereotipi italioti?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo Stato&#8230; siamo noi&#8230; di lara scarsella</title>
		<link>http://scelgorosyin13.wordpress.com/2007/09/12/lo-stato-siamo-noi/#comment-9</link>
		<dc:creator>lara scarsella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 09:53:02 +0000</pubDate>
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		<description>Denunciare un sistema politico corrotto e sottoscrivere una legge perchè ci sia legalità ed un ricambio democratico all&#039;interno delle nostre istituzioni è sicuramente un passo fondamentale nella nostra malconcia democrazia e più che un risultato dev&#039;essere considerato un punto di partenza. Ma siamo sicuri che basti apporre una firma per cambiare le cose? La stragrande maggioranza delle persone che hanno (giustissimamente)firmato cosa faranno domani? Cosa faranno di concreto per cambiare il nostro paese? Chi faremo sedere in Parlamento se nessuno si è premurato di dire, nel momento stesso in cui faceva un&#039;indispensabile attacco al sistema, che nonostante tutto è importante utilizzare gli strumenti della democrazia (tra cui i partiti)? Non è demagogia o antipolitica osservare (anche con rabbia)le cose che non vanno e denunciarle, lo è spingere sul pedale del qualunquismo e del populismo, soprattutto in un paese dalla forte vocazione anarcoide (e di conseguenza facile vittima della tirannide). Distruggere è facile, costruire lo è molto di meno. Quando si parla di politica la risposta dei giovani (ma non solo la loro) è troppo spesso: &quot;Fanno tutti schifo&quot;, &quot;Sono tutti uguali&quot;, &quot;La politica non mi interessa perchè tanto uno vale l&#039;altro&quot; ecc. Ben vengano le 300.000 firme e magari anche di più ma non è sparando a zero su tutto e su tutti che si crea una nuova classe politica.O ci illudiamo di poterne fare a meno o pensiamo di potere davvero rifugiarci su &quot;Second Life&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Denunciare un sistema politico corrotto e sottoscrivere una legge perchè ci sia legalità ed un ricambio democratico all&#8217;interno delle nostre istituzioni è sicuramente un passo fondamentale nella nostra malconcia democrazia e più che un risultato dev&#8217;essere considerato un punto di partenza. Ma siamo sicuri che basti apporre una firma per cambiare le cose? La stragrande maggioranza delle persone che hanno (giustissimamente)firmato cosa faranno domani? Cosa faranno di concreto per cambiare il nostro paese? Chi faremo sedere in Parlamento se nessuno si è premurato di dire, nel momento stesso in cui faceva un&#8217;indispensabile attacco al sistema, che nonostante tutto è importante utilizzare gli strumenti della democrazia (tra cui i partiti)? Non è demagogia o antipolitica osservare (anche con rabbia)le cose che non vanno e denunciarle, lo è spingere sul pedale del qualunquismo e del populismo, soprattutto in un paese dalla forte vocazione anarcoide (e di conseguenza facile vittima della tirannide). Distruggere è facile, costruire lo è molto di meno. Quando si parla di politica la risposta dei giovani (ma non solo la loro) è troppo spesso: &#8220;Fanno tutti schifo&#8221;, &#8220;Sono tutti uguali&#8221;, &#8220;La politica non mi interessa perchè tanto uno vale l&#8217;altro&#8221; ecc. Ben vengano le 300.000 firme e magari anche di più ma non è sparando a zero su tutto e su tutti che si crea una nuova classe politica.O ci illudiamo di poterne fare a meno o pensiamo di potere davvero rifugiarci su &#8220;Second Life&#8221;.</p>
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		<title>Commenti su Lo Stato&#8230; siamo noi&#8230; di lara scarsella</title>
		<link>http://scelgorosyin13.wordpress.com/2007/09/12/lo-stato-siamo-noi/#comment-8</link>
		<dc:creator>lara scarsella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 09:52:17 +0000</pubDate>
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		<description>Spesso succede che le persone proiettino ciò che per loro è urgente e/o dolente all&#039;esterno vedendo ciò che vogliono vedere e sentendo ciò che vogliono sentire. Mi chiedo infatti quale passaggio del mio pezzo può aver indirizzato Romoletto sulla questione specifica, e aggiungerei angusta, dei lavavetri. Scritto precedentemente all&#039;esplosione della polemica in questione, la mia voleva essere una riflessione generale sulla legalità in vista della costituzione di un nuovo partito che nei progetti degli ideatori e dei sostenitori dovrebbe dare avvio ad una nuova &quot;forma-partito&quot; la quale, se vuole essere veramente innovativa, non può prescendire da una forte operazione di rigenerazione culturale che abbia come centro il concetto di legalità. Non era mio intento entrare nello specifico dei vari problemi di ordine pubblico quanto sottolineare che, qualsiasi siano i problemi da affrontare, la loro risoluzione non può prescindere da una coerente scelta di legalità personale prima e collettiva poi. Se poi vogliamo addentrarci nel tema dei lavavetri (che esula, ribadisco, da quanto ho scritto in precedenza) il mio parere è che qualsiasi problematica può essere affrontata e che non devono esistere tabù. Il problema è come si fa. L&#039;Italia è un paese che vive di polveroni mediatici che servono o a depistare l&#039;opinione pubblica dai problemi più scottanti o a gestire male i problemi in questione. Certo è che la solidarietà, la sicurezza e, appunto, la legalità (non è certo il lavavetri il problema ma il racket e la mancanza di prospettive che gli stanno alle spalle) sono tutte tematiche di uguale importanza. Il problema è la demagogia con cui, da una parte e dall&#039;altra, si affrontano le cose; quanto ognuno di noi ha veramente intenzione di ascoltare l&#039;altro al di fuori di stereotipi e pregiudizi di sorta; quanto ognuno di noi si metta realmente in condizione di farsi ascoltare.
Con stima</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso succede che le persone proiettino ciò che per loro è urgente e/o dolente all&#8217;esterno vedendo ciò che vogliono vedere e sentendo ciò che vogliono sentire. Mi chiedo infatti quale passaggio del mio pezzo può aver indirizzato Romoletto sulla questione specifica, e aggiungerei angusta, dei lavavetri. Scritto precedentemente all&#8217;esplosione della polemica in questione, la mia voleva essere una riflessione generale sulla legalità in vista della costituzione di un nuovo partito che nei progetti degli ideatori e dei sostenitori dovrebbe dare avvio ad una nuova &#8220;forma-partito&#8221; la quale, se vuole essere veramente innovativa, non può prescendire da una forte operazione di rigenerazione culturale che abbia come centro il concetto di legalità. Non era mio intento entrare nello specifico dei vari problemi di ordine pubblico quanto sottolineare che, qualsiasi siano i problemi da affrontare, la loro risoluzione non può prescindere da una coerente scelta di legalità personale prima e collettiva poi. Se poi vogliamo addentrarci nel tema dei lavavetri (che esula, ribadisco, da quanto ho scritto in precedenza) il mio parere è che qualsiasi problematica può essere affrontata e che non devono esistere tabù. Il problema è come si fa. L&#8217;Italia è un paese che vive di polveroni mediatici che servono o a depistare l&#8217;opinione pubblica dai problemi più scottanti o a gestire male i problemi in questione. Certo è che la solidarietà, la sicurezza e, appunto, la legalità (non è certo il lavavetri il problema ma il racket e la mancanza di prospettive che gli stanno alle spalle) sono tutte tematiche di uguale importanza. Il problema è la demagogia con cui, da una parte e dall&#8217;altra, si affrontano le cose; quanto ognuno di noi ha veramente intenzione di ascoltare l&#8217;altro al di fuori di stereotipi e pregiudizi di sorta; quanto ognuno di noi si metta realmente in condizione di farsi ascoltare.<br />
Con stima</p>
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